Castellabate

castellabateCastellabate (Castiellabbate in dialetto cilentano) è un comune sparso italiano di 8.201 abitanti della provincia di Salerno in Campania, posto sulla costiera Cilentana e rientrante interamente con il suo territorio nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Viene classificato come comune sparso in quanto la sede comunale è collocata nella frazione marina di Santa Maria ed è riconosciuto dalla regione Campania quale comune a prevalente economia turistica.
Dal 1998 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO ed è inserito nella lista de "I borghi più belli d'Italia". Per il suo patrimonio naturale e ambientale, il mare e la costa di Castellabate sono dal 1972 sotto tutela biologica marina, rappresentando uno dei primi esempi di parco marino in Europa, successivamente nel 2009 è stata istuita l'area marina protetta di Santa Maria di Castellabate.
Castellabate è insignito di diversi riconoscimenti quali la "Bandiera blu" della Fee, le "3 vele" e "La più bella sei tu" di Legambiente e promotore di iniziative come quelle di "Citta del Bio".

Il territorio presenta alcune specie animali e vegetali non comuni e perciò soggette a particolari forme di tutela e conservazione. Nel fondali marini si incontrano il corallino e praterie estese di Posidonia oceanica, nel cui interno vivono numerose specie di pesci e crostacei, alcune rare come quella del Pesce pappagallo mediterraneo e della Syriella Castellabatensis, ma anche madrepore, gorgonie, briozoi e spugne. Vi è anche la presenza di colonie del mollusco bivalve "pinna nobilis" (denominata comunemente "nacchera"), una specie protetta inserita nella lista rossa della Direttiva europea Habitat[6]. Nel 2006 nella Baia Arena di Ogliastro Marina si è assistito ad un evento inconsueto per queste zone: la deposizione di uova di tartaruga del tipo Caretta caretta. Nell'ambiente terrestre, in particolar modo sull'isola di Licosa, vive la lucertola endemica “Podarcis sicula klemmeri”, che presenta una particolare livrea verde e azzurra. Sempre nei pressi di Licosa, grazie all'ambiente poco antropizzato, la costa rocciosa e al mare pescoso nidifica abitualmente in primavera inoltrata il Gabbiano corso, che la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ha inserito tra le specie a rischio di estinzione. Nella zona di Tresino si trovano specie come il vespertilio, il tordo bottaccio, la magnanina, l'averla piccola, il falco pescatore, il gabbiano reale, la quaglia, il cervone, il biacco, il ramarro, l'orbettino e il tritone.

A Castellabate la formazione vegetale arbustiva che domina è la macchia mediterranea con carrubi, mirti, ginepri, corbezzoli, pini d'Aleppo specialmente nella zona costiera, mentre nei territori che non costeggiano il mare prevalgono gli alberi simbolo del Cilento: l'ulivo, la vite e il fico. Si segnala poi nei pressi della pineta di Licosa la presenza della Quercia Vallonea (Quercus macrolepis Kotschy), una specie che corre il rischio dell'estinzione. Si possono trovare poi alcune varietà di piante come il Vilucchio striato (Convolvulus lineatus), la Violacciocca selvatica (Matthiola tricuspidata) che si ritevono ormai scomparse nella zona cilentana e rari endemismi, come la ginestra del Cilento (Genista cilentina) o la Primula palinuri. Una particolare menzione meritano il Limonio salernitano e il giglio bianco (il Pancratium maritimum), un fiore selvatico (simbolo nell'iconografia di san Costabile di purezza e mitezza) che cresce spontaneamente sui litorali sabbiosi (soprattutto a Lago), tutelato con una apposita ordinanza (è inserito dal Ministero dell'ambiente tra le specie vegetali protette).

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