Il Borgo

Il palazzo Sgroi (oggi Hotel Sgroi Ristorante Luisa Sanfelice) è una dimora d'epoca risalente al XV secolo. Ha la facciata dell’ingresso principale in stile neoclassico per interventi successivi alla sua fabbricazione.
     Esso è appartenuto per circa due secoli alla famiglia Cafarelli; questa era la casa di un ramo secondario della famiglia Cagnano (i Cagnano furono lungamente intendenti dei Sanfelice), detta perciò di basso, relativamente al ramo principale che abitava più sopra; ebbe origine da un Giuseppe che nel ‘700 si dovette allontanare dalla casa paterna, l’ultima, donna Esterina, figlia del prof. Pasquale, sposò Cafarelli.

     Di fronte al palazzo Sgroi vi è la Cappella dell’annunziata fondata nel 1348.
Il 21 dicembre del 1348 il vescovo di Capaccio Tommaso Santomango concedeva a don Bartolomeo del Mercato, al giudice Nicola del Mercato ed a Iacona del Mercato di costruire una cappella nel luogo detto Mercato dedicata a Maria Santissima dell’Annunciazione.
Anticamente, fino a pochi decenni or sono, dinanzi al portale di stile gotico, che ha nella lunetta un affresco rappresentante l’Annunciazione, vi era un avancorpo coperto, all’interno del quale vi erano dei sedili di pietra.
All’interno si conservano le lastre tombali sotto le quali venivano inumati gli eredi dei fondatori, la più antica è di Bartolomeo del Mercato ed è datata 1502, l’altra, di poco posteriore, è di Lelio del Mercato.
Sempre nella cappella dell’Annunziata vi è un altro altare dedicato a San Michele Arcangelo fondato per disposizione testamentaria da Gian Cola del Mercato nel 1611.
All’interno della cappella si conservano alcuni arredi sacri di pregevole fattura, un quadro del XVII secolo raffigurante l’Arcangelo Gabriele, un’acquasantiera di pietra di stile gotico, risalente al periodo della fondazione della cappella, ancora un bassorilievo rinascimentale che rappresenta l’annunciazione. Pure notevole è la Madonna lignea del XIV secolo.

     Sempre a pochi metri di distanza dal Hotel Sgroi vi è il palazzo del notaio Gian Camillo del Mercato che risale a XII secolo; esso risulta dalla fusione di quattro case, tre, che si affacciavano sul largo dell’Annunziata, risultano essere state abitate fin dal ‘300, la quarta, quella cui si accedeva dalla “forgia” in via Roma, apparteneva ai Bambacaro. In questo palazzo nel 1618 nacque Gian Cola del Mercato giurista e storico che vi morì nel 1689.
Nel palazzotto Bambacaro abitava questa famiglia la cui presenza in Laureana è documentata fin dal ‘400 e che se ne allontanò nel XIX sec. cedendo la casa ai del Mercato. A questa famiglia apparteneva il celebre avvocato Ottavio.

     Salendo (pochi passi) vi è il palazzo Cagnano edificato da questa famiglia nel 1832; oggi il palazzo è sede della Comunità Montana.

     Scendendo via Roma si incontra sulla sinistra il palazzo Sanseverino che porta ancora lo stemma della famiglia scolpito sull’architrave. Questo, che era un ramo secondario della celebre famiglia, abitava a Laureana fin dal ‘400. qui abitava Alessandro che nel ‘600 restaurò il castello di Rocca, di cui era marchese, ed Orazio celebre medico che operò a Napoli lasciando molte opere. Il palazzo conserva ancora la sua struttura, il portale, il cortile quattrocentesco con la scala addossata al muro.

     Di fronte al palazzo Sanseverino troviamo la casa della nobile famiglia Gatti feudatari di Castagneta. Ad essa apparteneva Vincenzo Gatti che partecipò ai moti del ’20-21.

     Arrivati alla piazzetta della Teglia ci si trova dinanzi al complesso di case che formavano il borgo detto Mercato in quanto nei pressi vi si svolgeva il mercato di San Lorenzo e che ancora oggi dà nome alla via che porta al borgo dell’Aversana.

     Si giunge così al palazzo feudale di Lauriana di proprietà dell’avvocato Umberto del Mercato. Numerosi testi, dal Chronicon Salernitanum, al Chronicon Cavense, fanno riferimento al Castellum Lauri che fu edificato sul finire del IX secolo dal conte Guido per contrastare i saraceni che nell'878 avevano conquistato il castello di Agropoli.
Lauriana domina Agropoli, il suo castello e le vie di comunicazione che se ne ripartono verso Salerno e Castellabate. Da Lauriana, a vista, si potevano vedere movimenti di armati, arrivi di navi, o quant'altro accadeva ad Agropoli e si poteva proteggere la popolazione dei paesi limitrofi insidiata dal pericoloso vicino.
Le strutture del palazzo feudale di Lauriana sono tali da potersi ricondurre all'architettura longobarda, specie per quanto attiene alle sue torri a sezione quadrata secondo lo stile architettonico dell'epoca.
Inoltre Lauriana rientrava certamente nell'actus Cilenti e, cosa più indicativa, dinanzi al palazzo passa la via che anticamente portava, dai paesi dell'interno, al mare ed ai paesi della piana. Si tenga presente che l'esistenza di questa via è documentata dal 1100 (cfr. Ventimiglia, <<Memorie dei casali del Castello dell'Abate>>, pag. 15) e dunque, all'epoca del documento di cui sopra, doveva esistere.
Nei Partium della Sommaria, pag. 14, Archivio di Stato di Napoli, si dice che Pirro de Alemania doveva pagare al Regio Fisco per la Guardia del Castello e per l'adoa di Lauriana.
Questo documento prova anche che nel XV secolo il fortilizio di Lauriana conservava le sue funzioni militari oltre che quelle feudali.
Dinanzi al palazzo feudale vi è il palazzo della famiglia Principe, oggi sede del Municipio, costruito dai Sanfelice come alloggio della servitù e deposito dei prodotti della terra, secondo quanto si dice nei Catasti Onciari

BIBLIOGRAFIA
LAUREANA CILENTO   -   Pierfrancesco del Mercato
Arte tipografica - Napoli 1981

 

  Sgroi Hotel di Sgroi Irma Maria
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